08/03/2012
Intervista a Lisa Casali
interviste

Lisa Casali è un’eco-foodblogger trentenne con due grandi passioni: l’ambiente e la cucina. Il suo blog è ecocucina.org Ha già presentato due libri presso l’Eco Bookshop Valcucine:  “La cucina a impatto [quasi] sero” e “Cucinare in lavastoviglie”. Ci consiglia questi due libri: “Ecocidio” di Jeremy Rifkin, Mondadori e “Meno è meglio” di Maurizio Pallante, Mondadori Bruno.   A soli trent’anni la tua sperimentazione denota una grande padronanza della cucina: da dove arriva, come hai iniziato? Ho cominciato a cucinare per la mia famiglia quando avevo quindici anni, mia mamma aveva una grave malattia e io dovevo fare la mia parte. Ho sempre amato il cibo, in particolare modo gli ortaggi, e cucinarli mi ha sempre dato grande gioia. Per migliorare la tecnica ho seguito corsi di cucina ma soprattutto non mi sono fatta perdere nessuna occasione utile per vedere grandi chef all’opera e imparare direttamente dalle loro parole e gesti. La cosa che più mi piace in cucina è sperimentare e inventare sempre nuovi piatti, adoro aggiungere ogni volta nuovi dettagli o sperimentare tecniche diverse. Come ti è venuta in mente l’idea di cucinare con la lavastoviglie e come hai capito inizialmente che era una cucina “sicura”? L’idea me l’ha data un’amica spagnola che aveva letto sul web di qualche esperimento di cottura in lavastoviglie. Appena me ne ha parlato ho pensato che se era possibile cuocere allora doveva essere possibile anche cuocere lavando i piatti. Ho subito avuto l’intuizione di usare i vasetti delle conserve e i sacchetti per il sottovuoto. Immaginavo che fossero sicuri perché i vasetti sono a tenuta ermetica e i sacchetti per la cottura sottovuoto, come quelli della Besser Vacuum  sono fatti per  resistere a temperature anche superiori ai 100°. Tenuto conto che la lavastoviglie non supera i 75° i rischi erano davvero bassi. Per avere la certezza assoluta che la tecnica fosse sicura ho fatto comunque analizzare diversi campioni di cibo ho ricevuto la conferma di quello che già pensavo, ovvero che con poche e semplici accortezze, questo nuovo modo di cuocere aveva solo benefici. Come sei entrata nel mondo dei blog e quanto pensi che questo sia stato importante per lo sviluppo del tuo lavoro? Nel 2009 ero frustrata perché non riuscivo a trovare un editore per il mio primo libro “La cucina a impatto (quasi) zero”. Erano già anni che lavoravo al progetto di azzeramento degli sprechi in cucina ma il mio nome […]


Valcucine

RSS Feed Youtube Twitter Flickr Facebook Google+

Popular Posts